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Almacube torna nell’ADI Design Index con BeLeaf e TechForward

Due progetti del 2025 entrano nella categoria “Ricerca per l’impresa”, confermando il ruolo del design nella progettazione dell’innovazione.

BeLeaf – Be The Future 2025, il programma di Open Innovation promosso da Philip Morris Italia con Almacube e TechForward 2025, il progetto interuniversitario per la valorizzazione delle tecnologie nate nei laboratori dell’Emilia-Romagna, sono stati selezionati nell’ADI Design Index 2026, nella categoria “Ricerca per l’impresa”.

Dopo Bologna Empowering Talent, selezionato lo scorso anno, è la seconda edizione consecutiva in cui progetti di Almacube entrano in questa categoria, dedicata ai progetti che applicano il design a processi e modelli di innovazione, e che apre la strada al Compasso d’Oro ADI. Un riconoscimento che conferma come il design non riguardi solo gli oggetti, ma anche il modo in cui si progettano le condizioni per innovare.

BeLeaf – Be The Future 2025: l’Open Innovation progettata per un’intera filiera

BeLeaf è la call for innovation con cui Philip Morris Italia cerca tecnologie capaci di accelerare la transizione ecologica e digitale dell’agricoltura. La prima scelta progettuale è sistemica: le challenge non riguardano i processi interni dell’azienda, ma i bisogni dell’intera filiera, a partire dagli agricoltori. Secondo il paradigma “Outside-Out” di Henry Chesbrough, il capofiliera assume il rischio finanziario e tecnologico della ricerca e mette a disposizione della rete soluzioni co-progettate per il contesto locale.

Nell’edizione 2025, dal 7 al 10 aprile, quattro realtà innovative hanno lavorato a Bastia Umbra con i professionisti Philip Morris e i coach Almacube, seguendo la metodologia Tech to Innovation sviluppata con Oper.Lab, l’osservatorio di Open Innovation del Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna. Il framework separa nettamente il co-design dall’eventuale Proof of Concept: ogni solver definisce uno scenario strategico di lungo periodo e il primo passo per validarlo, già definito sul piano progettuale ed economico. Un’architettura pensata per contrastare l'”innovation theater”, i progetti pilota che falliscono perché valutati solo sulla fattibilità tecnica, e che porta a una decisione chiara: “Yes”, “No-way” o “Not-yet”.

TechForward 2025: designing for serendipity, dalla ricerca al mercato

TechForward affronta la cosiddetta Valley of Death: molte tecnologie ad alto potenziale non falliscono per limiti scientifici, ma per l’assenza di design nel momento in cui devono trasformarsi in proposte di valore per la società. Il programma interviene prima di spin-off, Knowledge Transfer Office  e incubatori, lavorando sul fuzzy front end dell’innovazione science-based.

In 16 settimane, team inter-universitari e multidisciplinari di studenti magistrali esplorano tecnologie sviluppate nei laboratori della regione, con un metodo che unisce Design Thinking e Tech Driven Innovation. Il percorso si articola in tre fasi: Discover, in cui la tecnologia viene tradotta in un linguaggio accessibile; Design, in cui i concept più promettenti vengono validati con stakeholder e ipotesi di mercato; Develop, in cui diventano prototipi tangibili. Milestone dedicate gestiscono i principali bias dell’innovazione early-stage, alternando intenzionalmente divergenza e convergenza, mentre i ricercatori possono esplorare l’imprenditorialità accademica senza impegni definitivi. Il progetto è guidato dall’Università di Bologna con le Università di Ferrara, Modena e Reggio Emilia e Parma, con Almacube tra i partner attuatori insieme a Oper.space e al Dipartimento di Scienze Aziendali.

Tech Forward è un progetto guidato dall’Università di Bologna con l’Università degli studi di Ferrara, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e l’Università degli Studi di Parma con Almacube tra i partner attuatori insieme a Oper.space e al DiSA.

Il design come leva dell’innovazione

I due progetti condividono un’unica visione: usare il design come infrastruttura di mediazione tra tecnologia, imprese e società. Accompagnare una filiera agricola verso pratiche più avanzate e circolari, o portare la ricerca universitaria fuori dai laboratori, significa progettare processi prima ancora che soluzioni. È l’approccio che Almacube porta avanti con imprese, università ed enti pubblici, a partire dal design thinking e dalle metodologie sviluppate nell’ecosistema dell’Università di Bologna, e che l’ADI Design Index riconosce per il secondo anno consecutivo.

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